SOSTA GRATIS SE NON C'E' BANCOMAT

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Parchimetro senza bancomat? Puoi parcheggiare gratis. Ecco il testo della sentenza che autorizza la sosta gratis nelle strisce blu se i dispositivi di pagamento per il parcheggio non accettano tessere e credit card.

Con sentenza n. 16/17 del 21 febbraio 2017 il giudice di pace di Fondi (Latina) Giovanni Pesce accoglie il ricorso presentato dallo studio legale Martusciello nei confronti del Comune. I fatti risalgono a settembre 2016, quando una praticante dello studio legale dopo aver parcheggiato la propria auto sulle strisce blu, non disponendo di monete e rilevando che il parchimetro non accettava né banconote né bancomat, si vede costretta a non pagare il ticket ritrovandosi poi una multa di €. 41,00. Da qui la decisione di fare ricorso ed il giudice di pace le ha dato ragione. Per il magistrato onorario di Fondi, si legge nella sentenza «gli automobilisti, in mancanza dei dispositivi attrezzati col bancomat, potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati».

Intervistata, la Dott.ssa Fiorillo racconta lo svolgimento dei fatti in questo modo «Ho controllato la legge di stabilità …(omissis) … Mi sono chiesta come mai un apparecchio come la colonnina del parcometro non fosse adeguato e chiedesse solo soldi spiccioli, nemmeno un pagamento tramite carta ricaricabile. Fatta qualche ricerca ho trovato il comma 901 della legge di stabilità 2016 che rimandava ad una legge precedente del 2012 (comma 4 dell'art. 15 del d.l. n.179/2012, convertito con modificazioni dalla legge n.221/2012). Ho pensato di fare ricorso ed il giudice mi ha dato ragione, sostenendo lo stesso comma della legge di stabilità, accogliendo la mia tesi. Nella sentenza, il giudice sottolinea il fatto che fosse tarda l'ora e che comunque non si poteva cambiare la moneta ed avere spiccioli per pagare, sembra quasi far riferimento ad una sorta d'impossibilità. Anche se il parcometro è gestito da una ditta privata che ha vinto un appalto, ho fatto il ricorso contro il Comune di Fondi che si è costituito tramite la polizia locale e non ha chiamato in causa la società che gestisce i parcheggi. In loro difesa, dicono semplicemente che la legge di stabilità ha il limite dei 30 euro a cui fa riferimento un decreto ministeriale del 2014. La legge di stabilità dunque fa riferimento ad una legge del 2012 (informatizzazione ed agevolazione dei pagamenti), poi c'è stato un decreto ministeriale - l'articolo 2 del decreto ministeriale 24 gennaio 2014 - che pone la limitazione alla 179 del 2012 per i soli pagamenti di importo superiore ad euro 30. Loro si difendono con questo. A mia volta controbatto dicendo che nessun pagamento del ticket o del parcometro ha un pagamento superiore a 30 euro quindi il comma della legge di stabilità non avrebbe senso e in più è successivo poiché la legge è del 2016 e il decreto ministeriale del 2014. Hanno anche scritto che gli apparati non possono essere modificati perché "pur essendo di vecchia generazione sono ancora ben funzionati". Si difendono infine ricordando che sono al vaglio decreti attuativi per cui non è ancora prevista una sanzione per chi non ottempera all'adeguamento, ciò non toglie che la multa sia nulla». Infine chiarisce la Fiorillo «Per quanto riguarda i termini dell'impugnazione da parte dei soccombenti direi che sono trascorsi, ho notificato via pec la sentenza il 13 marzo 2017 e, ad oggi, non ho ricevuto alcun atto».

PARERE PERSONALE

La sentenza sembra creare un precedente e fare da apripista per analoghe decisioni in tutto il resto del Paese. Sentenza potenzialmente dirompente per le casse delle amministrazioni comunali e allettante per tutti i cittadini/automobilisti che si sentono costantemente vessati e tartassati. Numerose le class action che potrebbero costituirsi. Numerosi i Comuni che stanno correndo ai ripari adeguandosi alla normativa sostituendo i parchimetri vecchi con quelli di nuova tecnologia ma parecchi ancora sono quelli che adottano una politica attendista (più del 50% delle amministrazioni presenti in Italia), appellandosi a una "oggettiva impossibilità tecnica" che, tuttavia, si verifica esclusivamente in poche zone non coperte da rete cellulare. La tentazione immediata sarebbe quella di non pagare il ticket in presenza di parchimetro sprovvisto di bancomat e intentare causa successivamente in presenza di multa. Ma occhio ai ricorsi. L'opposizione al Giudice di Pace si paga: 43 euro di tassa allo Stato. Che poi viene in teoria rimborsata (chissà quando) dal Comune in caso di vittoria. L'alternativa gratuita è il ricorso al Prefetto che però raddoppia la multa in caso di sconfitta dell'automobilista: 82 euro da sborsare. Chi decidesse di avventurarsi per vie legali deve sapere che può esistere anche la possibilità di perdere. Ma se vige il principio costituzionale "La legge è uguale per tutti" e deve ugualmente essere rispettata, allora deve valere anche per le Amministrazioni comunali e quando non lo fanno, è giusto ricorrere.

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